Qualche mese è venuto a mancare un grande del design italiano: Alessandro Mendini.
In un articolo di giornale di febbraio appare un suo racconto che riporto qui sotto:
«ognuno di noi ha una casa mentale molto più articolata, frutto di parti di case possedute o sognate […]. È il bisogno di personalità contro l’anonimato della serie, di identificazione contro il grigiore della funzionalità. L’arredamento diventa il teatro della vita privata, quella scena, sommatoria di immagini e di ricordi, dove ogni cosa è finalizzata a creare la ‘casa palcoscenico’ […].»
“Bisogno di personalità contro l’anonimato della serie….”
“Bisogno di identificazione contro il grigiore della funzionalità”
Ho dovuto rileggere un paio di volte quelle sei righe che trovi poco sopra: “personalità contro anonimato”
Lui lo sapeva, e lo diceva già nel 1998 in una sua intervista (ma chissà da quanto lo aveva interiorizzato) parlando della casa e dei suoi spazi come dimensione psicologica di chi ci abita.
Nonostante allo stato attuale tutto appaia iper standardizzato, sia in riferimento a produzioni low cost per la fascia bassa della popolazione che per quelle brandizzate in target con la fascia più ricca, c’è una via di fuga :
La personalizzazione. Parola a volte vuota, parola usata, abusata un pò da tutti per cercare di attrarre a se una clientela più sofisticata, più esigente ed ovviamente con maggiori disponibilità di spesa.
Dal dizionario Treccani: personaliżżare v. tr. [der. di personale1, sull’esempio del fr. personnaliser]. – 1. Conferire carattere personale, adattare all’aspetto, al carattere, all’attività, alle esigenze o necessità, ai gusti di una persona, o di più persone, ciò che altrimenti sarebbe comune o tradizionale, convenzionale, standardizzato: p. un arredamento, un’abitazione; spec. nel linguaggio della pubblicità: accessorî che personalizzano la vostra automobile. […]
Il senso più intrinseco di questa parola va a braccetto con l’unicità, con la capacità di rendere un progetto, un arredamento su misura empatico con la persona destinataria.
Andando ad eliminare quel grigiore tipico dell’arredamento in serie, uguale per tutti.
Quel prefatto che trovi sempre, in ogni negozio, indipendentemente dal brand che vai a scegliere.
Non qualcosa di tuo, non qualcosa di pensato e cucito ad arte sulla tua persona e sulla tua casa, ,ma qualcosa di adattato. In qualche modo.
L’unicità è l’unica via per poterti distinguere realmente, in maniera forte, in maniera simbolica. Per far parlare di te la tua casa.
La tua casa, il tuo brand
E’ una via a senso unico ed è l’unica via da intraprendere.
Una via in salita si: le cose facili sono alla portata di tutti.
L’arredamento in serie è facile da scegliere, lo può avere chiunque… anche il brand lo può avere chiunque… alla fine diventa solo una questione di denaro.
Mentre è più complesso creare la propria unicità, la propria casa cucita sulle proprie vere necessità pratiche, emozionali e future.
La scelta, ad esempio, di un colore specifico, di una forma o di un elemento ricorrente non è da tutti e non è per tutti .
Serve uno sforzo in più , ma il risultato sarà straordinario!
La tua casa parlerà di te, della tua forza, della tua intelligenza.
E’ la nuova frontiera del lusso, un lusso più articolato, dove al centro ci sei tu!
La tua casa, il tuo brand
Un progetto di arredamento articolato è più impegnativo e non c’entra di sicuro la componente grafica del progetto. O meglio quello viene dopo.
E’ necessario partire dalla conoscenza e dal mettere ” nero su bianco” i tuoi bisogni, i tuoi desideri presenti e futuri, i tuoi punti di forza. Anche i punti deboli, le cose che ti preoccupano: li trasformeremo in ulteriore forza andando a creare le linee guida del tuo progetto di arredo per la tua nuova casa.
In questo modo otterrai il vero ambiente esclusivo, unico come sei tu!

