Perché è importante il ritmo nel design del tuo arredamento?

Non si finisce mai di imparare.
E questo è entusiasmante.

Tra qualche mese parteciperò ad una fiera dell’arredamento del Nord Italia, in duplice vece: espositore e relatore.

Per creare la migliore ambientazione, qualche giorno fa mi sono confrontato con una mia collega, un architetto di lunga esperienza, per visionare assieme gli schizzetti del prodotto da esporre in fiera.
Che verrà creato appositamente per l’evento.
Una cucina.
Una grande cucina.
Con un mood consolidato: un grande blocco colonna e una grande isola.

Un nuovo orientamento: lo stile naturale.
Che tanto nuovo non dovrebbe essere. Mai completamente sviluppato, sicuramente perso di vista, atteso inconsciamente dalle persone.
E rinnovato completamente, in chiave contemporanea, con la precisa idea di creare un nuovo stile caldo, rasserenante.
E prestigioso, al tempo stesso.

Legni naturali, abbinamenti calibrati tra il contrasto e il tono su tono. Sembra un paradosso, ma non lo è.
Mentre stavamo discutendo del disegno, la mia collega, mi parla di ritmo.
“Il ritmo non va bene”. Li per li non capisco.

Capisco però che è un parametro e dopo pochi minuti diventa tutto chiaro.
E’ come per la musica: una canzone è travolgente se ha un tipo di ritmo, è rilassante se ne ha un’altro.
Facile da capire? Penso di si. Per la musica si.
Capire il ritmo sul disegno di un mobile, di una cucina in particolare, non è così semplice.


Il ritmo è un’insieme di:

– proporzioni
– linee di taglio
– inizio e fine di giunzioni
– rapporti.


Andando a definire vari tipi di ritmo tra cui :

ritmo uniforme: dove un elemento, una linea, un rapporto si ripete regolarmente andando a esprimere ordine, regolarità ( a volte monotonia)

ritmo alternato: dove due o più elementi si ripetono alternandosi , andando ad esprimere movimento, ciclicità

ritmo crescente: dove un elemento, un rapporto, una proporzione va in aumento

ritmo decrescente: all’opposto del crescente.

E il bello è fare dei mix tra questi 4 ritmi ( o alcuni di loro e creare il tuo personalizzato).

Rivediamo il disegno e lo mettiamo a posto. Con il ritmo giusto.
Andando a lavorare principalmente sui primi due uniforme e alternato.

Questo conferma un concetto a me caro: l’impossibilità di creare ritmo andando ad usare arredamenti già creati, prodotti in moduli.
E assemblati da vari rivenditori ( alcuni improvvisati).
Mancano le proporzioni, mancano i rapporti, sopratutto negli accostamenti tra essi.
Si trova qualcosa di ben fatto su prodotti iconici, su alcuni pezzi singoli. Niente più.
E mi conferma l‘importanza dell’arredo unico,esclusivo, che va oltre il su misura: qualcosa che non è solo progettato in base ai bisogni del cliente e della casa, ma anche in base alla personalità e alle ambizioni.

Dove il ritmo diventa unico e specifico per il cliente. E dove la casa di trasforma nella tua villa.
Villa non solo esteriore, ma sopratutto interiore.

Che sia una buona giornata!

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