“Quando parliamo dei bisogni degli esseri umani, parliamo dell’essenza della loro vita “
– A. Maslow –

Tutto ruota intorno ai bisogni della persona e la loro soddisfazione è il propulsore che ci tiene vivi e attivi.
Abbiamo bisogni primari, quali la necessità di nutrirci, di ripararci e di proteggerci.
Potrebbe sembrare, una volta esauditi questi, sia tutto apposto. Ma così non è.
Che lo accettiamo o no, chi più chi meno, siamo tutti in un continuo stato di insoddisfazione che cerchiamo di colmare nel miglior modo possibile.
Siamo alla continua ricerca della nostra auto-realizzazione. Ognuno per la sfera della vita che più sente sua: il lavoro, la famiglia, gli affetti, la conoscenza, ecc.
E questi desideri, questi bisogni non si placano mai, perché non vengono mai soddisfatti in toto. Tendiamo a voler crescere, evolvere e come conseguenza cerchiamo di migliorarci.
Infatti, la prova è che, quando non ci riusciamo, ci sentiamo frustrati, delusi. A volte apatici, fino a quando riscatta la molla che ci porta a riattivare il voler riprendere in mano la situazione per andare avanti, andare oltre.
La vita è fatta di esperienze che, se positive, ci portano vicini a quello che desideriamo.
Ma cosa desideriamo?
Ognuno cose diverse, che portano ad un denominatore comune : essere distinguibili.

E pertanto unici.
Se da un lato è vero che tendiamo a voler appartenere ad un gruppo con caratteristiche omogenee alle nostre ( e questo è importante perché ci infonde sicurezza), allo stesso tempo desideriamo emergere.
Qualcuno potrebbe obiettare che il desiderio del voler emergere è egoistico e riservato alle persone più ambiziose.
Ni.
Emergere va considerato sia come miglioramento personale, sia come fare qualcosa per aiutare gli altri, mettendosi a disposizione di nobili cause .
Emergere ha un che di egoistico, si, e fa parte della nostra personalità. Chi più, chi meno. Nessuno ne è privo.
La necessità di differenziarsi, quanto meno per un aspetto, appartiene a tutti noi.
E lo noti nelle nostre case.
Piccole o grandi, singole o appartamenti, ville o loft, ognuno ha il suo gusto.
Nella scelta degli arredi, con i vari stili, classico o moderno, provenzale o industriale.
Nella scelta degli accessori, dei colori, degli oggetti.
Nel secolo scorso c’è stata l’esplosione delle produzioni di arredi seriali. Chi produceva cucine, chi camere, chi bagni, chi salotti.
Poca scelta, pochi modelli, poche finiture.
Inizialmente andava bene, un po’ per il livello di povertà da cui si partiva e per l’uscita dalle guerre. C’erano bisogni più impellenti da soddisfare, oltre a tanta domanda e poca offerta.
Andando avanti, il palato delle persone è diventato più raffinato, chiedendo con maggiore insistenza, arredamenti più personalizzati e più in linea con le esigenze personali.
Se, al tempo, con qualche modifica, si riuscivano a soddisfare tutti, andando avanti diventava sempre più difficile far fronte alle richieste, sempre più particolareggiate.
Il bisogno di unicità tornava a farsi sentire, fino ad essere urlato.
Ecco che la figura dell’artigiano, di colui che come un artista produce e crea da zero, torna in auge.

Se le aziende produttrici di alto livello ingaggiano designer e creano prodotti talvolta rivoluzionari e di impatto estetico, rimane loro il grande limite: il prodotto.
Si parte da esso, da un oggetto fisico.
Nel nostro caso il mobile, creato standard. Di design, ma standard.
Non sempre modificabile e non sempre adattabile.
Non sempre “ responsive” ai veri bisogni della persona, del cliente, dell’abitante della casa.
Ed ecco che nasce un nuovo filone, o forse torna dal passato: la capacità di creare da zero il tuo arredamento, seguendo gli alti standard del design e l’alta qualità.
Non trascurando un ingrediente nuovo, fondamentale: un’attento ascolto e un percorso da fare insieme per estrapolare le esigenze pratiche, emozionali, future.
E creare l’arredamento unico, che rispecchia la tua personalità. Unica.
Dove tutto è concesso, dove tutto è sognabile, dove tutto è realizzabile.
O quasi.
Una buona
giornata!
Lucio Pellanda
